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cobas almaviva contact, atesia - è finito il tempo di aspettare |
19/10/2009 |
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E’ ora di dire basta! Da molto tempo oramai i lavoratori ex Atesia ed ex Cos aspettano quei miglioramenti salariali e lavorativi che azienda e sindacati confederali ci promettono da anni. L’azienda ha ormai dimostrato una netta chiusura nei confronti delle, pur minime, richieste dei lavoratori ... |
TELECOM ITALIA: ancora licenziamenti |
16/10/2009 |
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Nell’indifferenza generale altri colleghi e colleghe sono stati licenziati:
• al primo provvedimento disciplinare, con modalità ambigue e scaricando su di essi le colpe di un’organizzazione del lavoro che fa acqua da tutte le parti;
• nonostante avessero denunciato da mesi malfunzionamenti, procedure inesistenti o insufficienti. Si erano infatti resi conto che lavorare in quel modo era talmente pericoloso (venivano “scaricate” sugli addetti dei negozi tutte le irregolarità “di usi e costumi” che da anni erano stati evidenziati ai vari responsabili) che erano stati perfino richiesti dei trasferimenti rimasti peraltro inascoltati;
• pur avendo differenti gravità di contestazione disciplinare, a tutti è stato dato lo stesso provvedimento: sospensione cautelare e licenziamento immediato! |
cobas almaviva contact, atesia - per una vera contrattazione! |
14/10/2009 |
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L'azienda, nonostante la bocciatura tramite referendum dell’accordo
del 22 giugno 2009, ha intenzione, con il tacito assenso di CGILCISLUIL
e UGL, di applicarlo ugualmente.
Questo significa che nei prossimi mesi i lavoratori saranno
sottoposti a continui affiancamenti in doppia cuffia con relativa
scheda valutativa. Verranno inoltre somministrati questionari
autovalutativi e da circa 1 mese sono stati ridotti al numero di 4
lavoratori i sottogruppi per il monitoraggio dei tempi (ACW-ineff.-
break ecc), recall e CSI. A questo si aggiunge: un clima di
pressione costante ai danni dei lavoratori per il rispetto degli ormai
tristemente noti 4 min. di conversazione, le continue lettere di
contestazione, le convocazioni individuali a seguito di malattia, la
mancata monetizzazione delle ROL, le ferie forzate, i continui
cambi di matrice, i numerosi errori in busta paga, ecc. ecc. |
cobas almaviva contact, atesia - l' autunno è vicino… |
07/09/2009 |
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Grazie al voto consapevole dei lavoratori gli accordi capestro che i sindacati
confederali hanno provato a rifilarci durante l'anno non sono passati , è vero
che l' azienda alcuni contenuti , in maniera unilaterale e sotto la costante
pressione della " grande" tim li sta portando avanti , (per esempio la divisione
in sottogruppi da 4 persone con palese e illegale controllo individuale nel
caso di assenza o svolgimento di altre mansioni di 3 unità del gruppo stesso)
ma è anche vero che altre violazioni come la registrazione delle chiamate
sono rimaste carta straccia. Per ciò che concerne il palese controllo a
distanza sarà la giurisprudenza a dire l'ultima parola, ma d'altro canto
dovremo iniziare a prepararci per sostenere, anche con iniziative di lotta, la
pioggia autunnale di affiancamenti in doppia cuffia che verranno effettuati. Ci
troveremo davanti una materia difficile visto la scarsa articolazione
giuslavoristica su questo tema al quale si può rispondere in maniera efficace
soltanto trovando insieme delle forme di lotte in grado di evitare tali
affiancamenti ... |
TELECOM ITALIA: a Migliardi non basta vincere ... |
21/08/2009 |
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Nella prima decade di agosto si sono tenuti gli incontri territoriali tra Azienda e RSU, con oggetto la modifica degli orari nei centralini e nell’AODA a seguito dell’applicazione dei contratti di solidarietà.
Nel corso di tali incontri sono emerse tutte le criticità dell’infausto accordo siglato dai sindacati confederali. I rappresentanti aziendali hanno affermato senza alcuna perifrasi che ritengono, vista la prevalente necessità di gestire la crisi dichiarata (e certificata dall’accordo sindacale), i settori coinvolti dai CdS una terra di confine nella quale non troverà più applicazione, nel periodo di vigenza dei CdS, nemmeno l’obbligo contrattuale dell’esame congiunto per la modifica degli orari di lavoro. |
TELECOM ITALIA: contratti di solidarieta' |
21/07/2009 |

Lo avevamo paventato prima dello sciopero del 12 giugno scorso che la dichiarazione di guerra dei
confederali alle procedure di mobilità appariva tanto un gioco di simulazione per giungere, alla
fine, a quello che l’azienda aveva chiesto sin dall’inizio: i contratti di solidarietà.
Ancora una volta il teatrino si è ripetuto con la gioia del management di Telecom Italia che è
riuscito a scaricare per l’ennesima volta sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici, sulle casse
dell’INPS e dei cittadini italiani, i costi di una crisi finanziaria e di bilancio, frutto di un decennio di
scellerata privatizzazione e scalate finanziarie.
L’azienda incassa 1054 contratti di solidarietà, dopo le 5000 mobilità di settembre ’08, nonostante
non abbia mai documentato i punti dichiarati nell’avvio della procedura di mobilità riguardante il
personale di Directory Assistance, cioè: come sono state valorizzate le perdite di 30 milioni l’anno
per una struttura come il D.A. che svolge una parte di attività riferibile ad altri settori aziendali e
un’altra che è “valorizzata” all’esterno tramite Matrix; quale e quanta attività, già svolta dai
colleghi di D.A. o comunque compatibile ai profili professionali presenti nel settore, è affidata
all’esterno di Telecom Italia; quanti dipendenti di D.A., da settembre 2008 ad oggi, hanno lasciato
l’azienda oppure hanno dato disponibilità a lasciarla a seguito dell’accordo sulla mobilità dei 5000,
per pensionamento o per dimissioni volontarie; quali sono le ragioni che hanno impedito e
impediscono la mobilità professionale, al pari di quanto viene realizzato per gli altri settori. |
TELECOM ITALIA: prescrizione sul microclima |
20/07/2009 |
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Venerdì 17 luglio è stato notificato a Corso Italia al “datore di lavoro” dell’area “customer”, la prescrizione sul “rischio microclima” a seguito dell’esposto presentato dalle RLS della lista di base per la sede del call center 119 di Via della Stazione Tuscolana, uno dei tanti “luoghi di lavoro” dove “grazie” all’“energy saving” dell’ing. Pileri, buona parte dei lavoratori e delle lavoratrici dei call center (e non solo loro) sono stati sottoposti a vere e proprie saune nient’affatto salubri ... |
cobas almaviva contact, atesia c'è chi dice no |
12/07/2009 |
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Si è tentato di tutto per far passare l’ipotesi di Accordo firmata da azienda e Rsu Cgil-Cisl-
Uil e UGL: nelle assemblee portando avanti le ragioni del SI con goffe argomentazioni
sulla qualità che hanno fatto sorridere molti lavoratori, facendo partecipare alla votazione
anche chi non avrebbe subito in prima persona le conseguenze dell’accordo (l’accordo
prevedeva il “monitoraggio” per la sola commessa Telecom, ma hanno votato con uno
strano zelo amministrativi, tecnici, manager), non ultimo formulando una scandalosa
scheda di votazione che riportava un sunto dell’accordo del tutto “di parte”. Ma tutta
questa opera di mistificazione non è bastata: i lavoratori hanno bocciato un accordo iniquo
tutto a favore dell’azienda!!! |
cobas almaviva contact, atesia basta regali all'azienda |
30/06/2009 |
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Il 22/06/2009 è stato firmato dalle Rsu Cgil-
Cisl-Uil e UGL un altro accordo a perdere!
E pensare che in sede di contrattazione l’azienda
ha comunicato un netto miglioramento della
qualità del servizio Tim 119. Ma chi è l’artefice di
questo miglioramento della qualità? Sicuramente
non l’azienda che con la sua discutibile
organizzazione del lavoro, con le numerose
postazioni non funzionanti, con indicazioni ai lavoratori non sempre
chiare e spesso incongruenti, ha reso la vita più difficile a chi
questo miglioramento lo ha realizzato!!! |
cobas comdata care - piano d'incentivo o PDR? |
25/06/2009 |
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Se e` gia` tanto brava da sola l’azienda a creare confusione e false aspettative con comunicazioni incerte e poco trasparenti, diviene addirittura fuorviante, a qualcuno in malafede potrebbe apparire proprio strumentale, la comunicazione pervenuta da slc cgil che cavalca la facile onda del malcontento generale per una reale perdita economica subita a distanza di 20 mesi dal passaggio in Comdata Care e cerca di far passare per ORO quanto con lucidità e consapevolezza il 74% dei dipendenti dell’azienda hanno giudicato INADEGUATO ... |
cobas almaviva contact, atesia perchè questo accordo va rifiuto |
22/06/2009 |
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Un altro accordo a perdere!!! Questo è quello che è stato firmato il
22/06/2009 dalle Rsu Cgil-Cisl-Uil e UGL; un accordo che
concede molto all’azienda e che non prevedere una contropartita.
Malgrado in sede di contrattazione l’azienda abbia comunicato un
netto miglioramento della qualità relativo alla commessa Tim 119,
niente di consistente è stato riconosciuto ai lavoratori di via Lamaro
per i risultati raggiunti. Le RSU Cobas presenti all’incontro hanno
fatto una serie di richieste che già da alcuni mesi erano state
comunicate ai lavoratori: |
TELECOM ITALIA: la guerra di Franco |
28/05/2009 |
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La guerra è iniziata. Il 25 maggio Telecom Italia ha avviato le procedure per il licenziamento
collettivo di 470 colleghi/e di Directory Assistance (221 in ambito 12.54, 163 in ambito
Assurance Dati Elenco, 56 nei centralini, 15 nei servizi internazionali, 15 nel supporto
territoriale). Nel dicembre 2008 sono stati annunciati oltre 4.000 esuberi, trasferimenti
territoriali, demansionamenti ed esternalizzazioni: questo è solo il primo passo.
In meno di un anno è la seconda volta che i vertici di Telecom Italia decidono a tavolino di
forzare la mano nelle relazioni sindacali avviando le procedure di licenziamento collettivo.
Azioni che hanno lo scopo di generare paura e sconcerto per convincerci che ogni
altra soluzione possibile (demansionamento, trasferimento territoriale e/o
interaziendale, cassa integrazione, contratto di solidarietà, tagli salariali) è comunque
sempre meglio che subire il licenziamento. |
TELECOM ITALIA: tutti in sauna ... |
22/05/2009 |
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ENERGY SAVING … TUTTI IN SAUNA PER FAR CONTENTO L’ing. PILERI
La nostra AZIENDA HA UN BRUTTO VIZIO…risparmiare nelle cose utili. Spendere e
Spandere per garantire privilegi e buste paga faraoniche ai dirigenti!!!
Da un paio di giorni le RSU ed RLS della lista di BASE (i vecchi e i nuovi) si sono attivati/e in
tutte le sedi per affrontare la questione delle temperature a fronte del clima estivo e torrido di
questi giorni (30 gradi e impianti spenti prima del tempo). Sono state inviate richieste scritte di
interventi a SPPA e HRO.
A seguito di tale intervento un primo risultato è stato ottenuto: Ampliamento della fascia di
funzionamento degli impianti di condizionamento dalle ore 9,00 alle ore 17,00 con la garanzia
che nei CALL CENTER ci sarà al copertura per l’intera giornata.
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TELECOM ITALIA: ferie obbligatorie?! Basta sconti all'azienda |
12/05/2009 |
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Ricordiamo ai responsabili aziendali che, essendo il diritto alle ferie annuali necessario a
proteggere e ricostituire le energie psico-fisiche del lavoratore, “..Le ferie hanno normalmente
carattere continuativo. Nel fissare l’epoca sarà tenuto conto da parte dell’azienda,
compatibilmente con le esigenze di servizio , degli eventuali desideri dei lavoratori”.
La pretesa aziendale non è giustificata da alcuna esigenza organizzativa: i costi gestionali
rimangono sostanzialmente gli stessi, le attività svolte nelle aree cosiddette Non Operative
possono essere svolte efficacemente allo stesso modo il 1 giugno, il 14 agosto come il 17
agosto o il 1 settembre. Al contrario tutti noi saremo costretti a frazionare
illogicamente la fruizione del periodo di ferie e sopportare maggiori costi economici
per programmare in periodi di punta le vacanze delle nostre famiglie o meglio,
dovremo rinunciare a proteggere e ricostituire efficacemente le nostre energie
psico-fisiche con un inevitabile danno sulla nostra salute. |
TELECOM ITALIA: preposti alla sicurezza |
28/04/2009 |
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Francamente è sorprendete essere di nuovo costretti a ricordare che le persone in azienda, in particolare nei call center, ci vengono per lavorare (a ritmi da fabbrica e con i secondi contati) e percepire un salario (pure vistosamente scarso) e non per essere oggetto di sceneggiate di assistenti che si fanno prendere troppo la mano dalle canvass, dimenticandosi della loro responsabilità di preposto per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (art.19 TU 81/08) ... |
TELECOM ITALIA: RISCHIO AMIANTO? NO GRAZIE |
24/04/2009 |
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Dal 1992 (D.Lgs. 257/92) sono state disciplinate le modalità per la realizzazione di misure di
decontaminazione, bonifica, trattamento e smaltimento dell’amianto dalle aree interessate
dall'inquinamento, nonché il divieto di estrazione, importazione, lavorazione, utilizzazione,
commercializzazione. La legge che regola quali debbano essere gli strumenti necessari ai
rilevamenti, alle analisi del rivestimento degli edifici, alla pianificazione e alla programmazione delle
attività di rimozione e di fissaggio e le procedure da seguire nei diversi processi lavorativi di
rimozione, le normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per
rendere innocuo l'amianto ecc. ecc. è del 1994 (Decreto Ministeriale 6 settembre 1994). |
TELECOM ITALIA: il 119 potrebbe diventare un costo ... |
10/04/2009 |
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Dopo giornate di voci ricorrenti e riorganizzazioni concrete, la Telecom finalmente convoca le Rsu territoriali comunicando quanto aveva già detto a livello nazionale ai sindacati confederali. Con la frase riassuntiva a sintesi della spiegazione che abbiamo estrapolato e messo come titolo.
L’ennesima riorganizzazione partita informando solamente Cgil-Cisl Uil e Ugl senza coinvolgere tutte le rappresentanze sindacali che tende ad un “maggior efficientamento” di fatto produce strane alchimie di passaggi di 20 persone da business a consumer nelle frodi, altre dei VAS che transitano da Consumer a Business, accorpamento dei gruppi con “esubero” di supervisor, cambio di riga di matrice a ridosso delle prossime festività. Il tutto senza ascoltare la benché minima esigenza dei lavoratori e delle lavoratrici o ancor peggio cercando di ottenerla con false indicazioni e velate minacce. |
TELECOM ITALIA: riuscito lo sciopero nel gruppo Telecom |
13/03/2009 |
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Oggi si tenuto lo sciopero nazionale dei lavoratori e delle lavoratrici del gruppo Telecom. Grande l’adesione con punte fino all’80% in particolare nei settori operativi.
L’iniziativa di sciopero è stata organizzata contro il piano di ristrutturazione con il quale l’azienda intende tagliare la forza lavoro di oltre 4.000 unità (in aggiunta ai 5.000 in mobilità con gli accordi del settembre 2008), cedere aziende importanti del gruppo, esternalizzare nuove attività, chiudere sedi minori in 22 città con relativa mobilità territoriale, demansionare centinaia di lavoratori e di lavoratrici delle aree di staff, avviare da subito la cassaintegrazione per i colleghi del servizio 1254.
Bernabè, su esplicito mandato delle banche azioniste di Telecom Italia, in linea con gli amministratori delegati che lo hanno preceduto, sceglie di far pagare il conto dell’enorme buco finanziario ai lavoratori e alle lavoratrici.
Si sono tenuti presidi e manifestazioni nelle principali città. A Roma Cobas e Cub hanno manifestato sotto la direzione generale di Corso Italia. In merito a questo presidio è da denunciare il tentativo della Questura di Roma, subito sfumato, di impedirne il normale svolgimento - a seguito del liberticida protocollo siglato in prefettura il 10 marzo dai sindacati confederali e dall’UGL con il quale si vorrebbe impedire la libertà di manifestazione nella città di Roma.
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TELECOM ITALIA: NON PAGHEREMO NOI LA VOSTRA CRISI |
05/03/2009 |
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Nella prossima assemblea sociale di aprile Bernabè alla fine porterà agli azionisti il dividendo di 5 centesimi per azione (6,1 centesimi per le azioni di risparmio). Una flessione rispetto ai dividendi passati ma sempre un buon incasso considerato l’attuale valore di 0,87 euro per le azioni ordinarie (listino del 3/03/09) e 0,70 euro per quelle di risparmio e, per una azienda che dichiara che l’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2008 è pari a 34.039 milioni di euro, non è certamente male! ... |
Cub, Confederazione CobaS, SdL intercategoriale - comunicato stampa |
26/02/2009 |

L'attacco al diritto di sciopero è un attacco alla democrazia
Con le nuove norme previste dal Governo sul diritto di sciopero si sta andando rapidamente verso un nuovo
e pericolosissimo capitolo del più vasto tema della limitazione delle libertà sindacali e costituzionali, della
democrazia nel mondo del lavoro e nella società.
Dietro un linguaggio formalmente tecnicistico, presentato come un intervento per il solo settore trasporti, il
governo predispone la legislazione per gestire la fase attuale e futura di grave crisi economica e le
conseguenti risposte dei lavoratori al tentativo di farne pagare a loro il costo. Ciò è confermato dal fatto che
il governo ha annunciato norme che dovrebbero impedire di bloccare strade, aeroporti e ferrovie, forme di
lotta utilizzate da tutti i lavoratori in casi particolarmente drammatici.
L'attacco al contratto nazionale, le nuove norme che si intendono introdurre sulla rappresentatività
sindacale, la nuova concertazione tra governo, confindustria e sindacati confederali che si è trasformata in
una vera e propria alleanza neocorporativa, sono elementi finalizzati ad impedire le rivendicazioni e la difesa
dei diritti dei lavoratori. Ciò avviene proprio quando più grave è la crisi economica, più pesanti le
conseguenze per i lavoratori e maggiore la necessità di risposte determinate.
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Ultimi 10 messaggi ricevuti
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Utente | Data invio | Messaggio |
| 04/01/2009 03.54.03 | Mi associo alla richiesta dell'utente eutelia3 rinnovando l'invito espresso, ed in particolare per l'Abruzzo. |
| 30/12/2008 03.47.51 | I lavoratori di eutelia cercano un riferimento per aderire e sottoscrivere affiliazione ai COBAS.
Prego comunicare modalità per varie regioni d'Italia.
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[anonymous] | 07/12/2007 07.13.00 | Contro Tutti I Padroni che stanno distruggendo il Lavoro nel nostro Paese, al fianco dei Lavoratori della FIAT di Pomigliano e della loro Lotta per il mantenimento dell’impiego. Fiat ha dichiarato l’intenzione di chiudere lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, dal 7 gennaio al 2 marzo( in realtà , dalla chiusura natalizia del 22 dicembre).
Marchionne parla di una chiusura finalizzata alla ristrutturazione degli impianti, un periodo di formazione per gli operai, che nel frattempo percepiranno l’interezza dello stipendio. Sul suo giornale ( la Stampa del 5 Dic.), dichiara l’intenzione di investire in un rilancio produttivo, della volontà` di trasformare impianti tecnologici come quello di Pomigliano seguendo il modello produttivo dell’impianto presente in Polonia ( dove si produce la 500), un operazione dal costo di 110 milioni di euro. A leggerla in questo modo sembrerebbe di sentir parlare piuttosto Melchiorre, visto pure il periodo e l’assonanza, uno dei magi che porta forzieri ai propri dipendenti; ma la realtà e` totalmente diversa. L’ipotesi di una ristrutturazione alla polacca fa rabbrividire se si pensa alle condizioni di lavoro degli operai di quella sede, e viste le tante domande a cui non viene data alcuna risposta sul mantenimento dei livelli occupazionali, sul destino dei lavoratori precari, e sui modelli e le quantita` di auto che verranno prodotte, ed a quali condizioni, appare chiara la terribile prospettiva dell’attuazione di un piano di esuberi che servirebbe anche ad epurare la Fiat di Pomigliano da quei lavoratori che si battono contro l’introduzione del sabato lavorativo, contro i ritmi disumani della catena di montaggio e per ottenere migliori condizioni salariali come gia` accaduto al delegato RSU-Cobas licenziato Mimmo Mignano. I lavoratori hanno risposto subito con uno sciopero immediato di 2 ore (dalle 14 alle16), con adesione del 95% che ha fermato la catena di montaggio alla Fiat di Pomigliano d’Arco, e, come se non bastasse il trattamento che stanno subendo, queste dignitosissime persone hanno pure dovuto subire la carica della polizia intervenuta in forze a sgomberare il grande assembramento davanti ai cancelli; ovviamente a farne le spese sono stati i manifestanti percossi. Non possiamo che essere con questi Lavoratori, piu` che solidali, al loro fianco in questa lotta, perche` in un momento storico in cui tutti noi Lavoratori veniamo sempre piu` schiacciati, la nostra unica possibilita` e` quella di restare uniti, di affrontare assieme le Lotte di ciascuno stabilimento, di rispondere a chi ci stringe un cappio alla gola che se tocca uno di noi si ritrovera` contro una massa di Lavoratori compatti, decisi a conquistarsi un mondo dignitoso in cui vivere.
Da subito possiamo sostenere Mimmo e gli altri colleghi che dovessero andare incontro a situazioni difficili, e` stata infatti instituita una Cassa di Resistenza contro i Licenziamenti, alla quale si puo` contribuire attraverso bonifico bancario; l’intestazione è:
“Cassa di Resistenza contro i Licenziamenti”,le coordinate bancarie sono:
IBAN IT72 Z010 1003 4250 4120 0000 817. E` solo il primo passaggio, perche` i COBAS Vodafone e Comdata sosterranno tutte le azioni di Lotta dei Lavoratori di Pomigliano. RSU Libere COBAS VODAFONE/COMDATA
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| 07/12/2007 07.05.43 | Una fabbrica in dismissione, dove i lavoratori prima di essere buttati fuori vengono costretti a ripetuti straordinari e a produrre con macchinari decrepiti e con scarsa o nulla manutenzione, ha seminato oggi morte e dolore: tre operai deceduti e altri quattro ustionati in condizioni molto critiche. L'incendio e la deflagrazione avvenuta alla acciaieria Thissenkrupp non possono in alcun modo essere definiti un incidente o una tragica fatalità, ma la diretta conseguenza di politiche aziendali basate sul disprezzo della persona e sul taglio dei costi fino a conseguenze mortali che sono sempre i lavoratori e le lavoratrici dipendenti a dover subire.br>Le testimonianze rese immediatamente dai lavoratori coinvolti, feriti e per un soffio scampati, sono infatti sconcertanti: estintori insufficienti e scarichi, pompe vuote e mal funzionanti, squadre di intervento impreparate e/o inesistenti, lavoratori lasciati soli a difendersi dalla trappola mortale in cui un reparto si era trasformato. La Thissenkrupp è già stata messa sotto accusa per gravi violazioni della sicurezza, ma questa situazione è comune e risaputa per molte fabbriche e invece di interventi risolutivi siamo sempre ad aspettare che una nuova tragedia si compia. Solo poco tempo fa Mirafiori è stata chiusa per giorni a causa di un terribile “incidente” che ha colpito un lavoratore, le cui condizioni sono tuttora gravissime. Ricordiamoci bene che le fabbriche di morte trovano troppo spesso pesanti complicità e connivenze politico- istituzionali: non solo l'adeguamento delle leggi sulla sicurezza viene sistematicamente ritardato da governi e partiti (che hanno ben altre priorità!), ma gli stessi strumenti esistenti di ispezione e controllo vengono puntualmente ostacolati in nome della supremazia della produzione e del profitto sull’uomo. E’ con questo sciopero di dolore e rabbia che vogliamo ricordare Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, con tutta la nostra solidarietà a tutte le vittime di questa tragedia, mogli e bambini. CONFEDERAZIONE COBAS
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