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TELECOM ITALIA: la guerra di Franco |
28/05/2009 |
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La guerra è iniziata. Il 25 maggio Telecom Italia ha avviato le procedure per il licenziamento
collettivo di 470 colleghi/e di Directory Assistance (221 in ambito 12.54, 163 in ambito
Assurance Dati Elenco, 56 nei centralini, 15 nei servizi internazionali, 15 nel supporto
territoriale). Nel dicembre 2008 sono stati annunciati oltre 4.000 esuberi, trasferimenti
territoriali, demansionamenti ed esternalizzazioni: questo è solo il primo passo.
In meno di un anno è la seconda volta che i vertici di Telecom Italia decidono a tavolino di
forzare la mano nelle relazioni sindacali avviando le procedure di licenziamento collettivo.
Azioni che hanno lo scopo di generare paura e sconcerto per convincerci che ogni
altra soluzione possibile (demansionamento, trasferimento territoriale e/o
interaziendale, cassa integrazione, contratto di solidarietà, tagli salariali) è comunque
sempre meglio che subire il licenziamento. |
TELECOM ITALIA: tutti in sauna ... |
22/05/2009 |
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ENERGY SAVING … TUTTI IN SAUNA PER FAR CONTENTO L’ing. PILERI
La nostra AZIENDA HA UN BRUTTO VIZIO…risparmiare nelle cose utili. Spendere e
Spandere per garantire privilegi e buste paga faraoniche ai dirigenti!!!
Da un paio di giorni le RSU ed RLS della lista di BASE (i vecchi e i nuovi) si sono attivati/e in
tutte le sedi per affrontare la questione delle temperature a fronte del clima estivo e torrido di
questi giorni (30 gradi e impianti spenti prima del tempo). Sono state inviate richieste scritte di
interventi a SPPA e HRO.
A seguito di tale intervento un primo risultato è stato ottenuto: Ampliamento della fascia di
funzionamento degli impianti di condizionamento dalle ore 9,00 alle ore 17,00 con la garanzia
che nei CALL CENTER ci sarà al copertura per l’intera giornata.
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TELECOM ITALIA: ferie obbligatorie?! Basta sconti all'azienda |
12/05/2009 |
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Ricordiamo ai responsabili aziendali che, essendo il diritto alle ferie annuali necessario a
proteggere e ricostituire le energie psico-fisiche del lavoratore, “..Le ferie hanno normalmente
carattere continuativo. Nel fissare l’epoca sarà tenuto conto da parte dell’azienda,
compatibilmente con le esigenze di servizio , degli eventuali desideri dei lavoratori”.
La pretesa aziendale non è giustificata da alcuna esigenza organizzativa: i costi gestionali
rimangono sostanzialmente gli stessi, le attività svolte nelle aree cosiddette Non Operative
possono essere svolte efficacemente allo stesso modo il 1 giugno, il 14 agosto come il 17
agosto o il 1 settembre. Al contrario tutti noi saremo costretti a frazionare
illogicamente la fruizione del periodo di ferie e sopportare maggiori costi economici
per programmare in periodi di punta le vacanze delle nostre famiglie o meglio,
dovremo rinunciare a proteggere e ricostituire efficacemente le nostre energie
psico-fisiche con un inevitabile danno sulla nostra salute. |
TELECOM ITALIA: preposti alla sicurezza |
28/04/2009 |
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Francamente è sorprendete essere di nuovo costretti a ricordare che le persone in azienda, in particolare nei call center, ci vengono per lavorare (a ritmi da fabbrica e con i secondi contati) e percepire un salario (pure vistosamente scarso) e non per essere oggetto di sceneggiate di assistenti che si fanno prendere troppo la mano dalle canvass, dimenticandosi della loro responsabilità di preposto per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (art.19 TU 81/08) ... |
TELECOM ITALIA: RISCHIO AMIANTO? NO GRAZIE |
24/04/2009 |
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Dal 1992 (D.Lgs. 257/92) sono state disciplinate le modalità per la realizzazione di misure di
decontaminazione, bonifica, trattamento e smaltimento dell’amianto dalle aree interessate
dall'inquinamento, nonché il divieto di estrazione, importazione, lavorazione, utilizzazione,
commercializzazione. La legge che regola quali debbano essere gli strumenti necessari ai
rilevamenti, alle analisi del rivestimento degli edifici, alla pianificazione e alla programmazione delle
attività di rimozione e di fissaggio e le procedure da seguire nei diversi processi lavorativi di
rimozione, le normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per
rendere innocuo l'amianto ecc. ecc. è del 1994 (Decreto Ministeriale 6 settembre 1994). |
TELECOM ITALIA: il 119 potrebbe diventare un costo ... |
10/04/2009 |
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Dopo giornate di voci ricorrenti e riorganizzazioni concrete, la Telecom finalmente convoca le Rsu territoriali comunicando quanto aveva già detto a livello nazionale ai sindacati confederali. Con la frase riassuntiva a sintesi della spiegazione che abbiamo estrapolato e messo come titolo.
L’ennesima riorganizzazione partita informando solamente Cgil-Cisl Uil e Ugl senza coinvolgere tutte le rappresentanze sindacali che tende ad un “maggior efficientamento” di fatto produce strane alchimie di passaggi di 20 persone da business a consumer nelle frodi, altre dei VAS che transitano da Consumer a Business, accorpamento dei gruppi con “esubero” di supervisor, cambio di riga di matrice a ridosso delle prossime festività. Il tutto senza ascoltare la benché minima esigenza dei lavoratori e delle lavoratrici o ancor peggio cercando di ottenerla con false indicazioni e velate minacce. |
TELECOM ITALIA: riuscito lo sciopero nel gruppo Telecom |
13/03/2009 |
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Oggi si tenuto lo sciopero nazionale dei lavoratori e delle lavoratrici del gruppo Telecom. Grande l’adesione con punte fino all’80% in particolare nei settori operativi.
L’iniziativa di sciopero è stata organizzata contro il piano di ristrutturazione con il quale l’azienda intende tagliare la forza lavoro di oltre 4.000 unità (in aggiunta ai 5.000 in mobilità con gli accordi del settembre 2008), cedere aziende importanti del gruppo, esternalizzare nuove attività, chiudere sedi minori in 22 città con relativa mobilità territoriale, demansionare centinaia di lavoratori e di lavoratrici delle aree di staff, avviare da subito la cassaintegrazione per i colleghi del servizio 1254.
Bernabè, su esplicito mandato delle banche azioniste di Telecom Italia, in linea con gli amministratori delegati che lo hanno preceduto, sceglie di far pagare il conto dell’enorme buco finanziario ai lavoratori e alle lavoratrici.
Si sono tenuti presidi e manifestazioni nelle principali città. A Roma Cobas e Cub hanno manifestato sotto la direzione generale di Corso Italia. In merito a questo presidio è da denunciare il tentativo della Questura di Roma, subito sfumato, di impedirne il normale svolgimento - a seguito del liberticida protocollo siglato in prefettura il 10 marzo dai sindacati confederali e dall’UGL con il quale si vorrebbe impedire la libertà di manifestazione nella città di Roma.
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TELECOM ITALIA: NON PAGHEREMO NOI LA VOSTRA CRISI |
05/03/2009 |
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Nella prossima assemblea sociale di aprile Bernabè alla fine porterà agli azionisti il dividendo di 5 centesimi per azione (6,1 centesimi per le azioni di risparmio). Una flessione rispetto ai dividendi passati ma sempre un buon incasso considerato l’attuale valore di 0,87 euro per le azioni ordinarie (listino del 3/03/09) e 0,70 euro per quelle di risparmio e, per una azienda che dichiara che l’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2008 è pari a 34.039 milioni di euro, non è certamente male! ... |
Cub, Confederazione CobaS, SdL intercategoriale - comunicato stampa |
26/02/2009 |

L'attacco al diritto di sciopero è un attacco alla democrazia
Con le nuove norme previste dal Governo sul diritto di sciopero si sta andando rapidamente verso un nuovo
e pericolosissimo capitolo del più vasto tema della limitazione delle libertà sindacali e costituzionali, della
democrazia nel mondo del lavoro e nella società.
Dietro un linguaggio formalmente tecnicistico, presentato come un intervento per il solo settore trasporti, il
governo predispone la legislazione per gestire la fase attuale e futura di grave crisi economica e le
conseguenti risposte dei lavoratori al tentativo di farne pagare a loro il costo. Ciò è confermato dal fatto che
il governo ha annunciato norme che dovrebbero impedire di bloccare strade, aeroporti e ferrovie, forme di
lotta utilizzate da tutti i lavoratori in casi particolarmente drammatici.
L'attacco al contratto nazionale, le nuove norme che si intendono introdurre sulla rappresentatività
sindacale, la nuova concertazione tra governo, confindustria e sindacati confederali che si è trasformata in
una vera e propria alleanza neocorporativa, sono elementi finalizzati ad impedire le rivendicazioni e la difesa
dei diritti dei lavoratori. Ciò avviene proprio quando più grave è la crisi economica, più pesanti le
conseguenze per i lavoratori e maggiore la necessità di risposte determinate.
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Telecom: settore ASA vietato scioperare! |
26/02/2009 |
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Mentre il Governo sta accelerando la discussione per impedire la
libertà di sciopero nel nostro Paese, la “Commissione di garanzia per
l’attuazione della legge sullo sciopero” è intervenuta per impedire lo
sciopero proclamato per il 2 marzo nel settore ASA di Roma e Lazio. La
giustificazione, secondo la Commissione, il mancato rispetto della
pausa tra diversi scioperi.
A seguito dell’ennesimo intervento delle Commissione, a nostro avviso
infondato, abbiamo richiesto un incontro urgente e, contestualmente,
abbiamo preferito sospendere lo sciopero del 2 marzo al fine di evitare
eventuali inutili sanzioni nei confronti dei colleghi ... |
Telecom: Nol? ... Aboliti! |
26/02/2009 |
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Con un laconico comunicato, targato “DISPOSIZIONE ORGANIZZATIVA N. 299”,
Telecom Italia annuncia la fine, “abolizione” delle Network Operation Line e di
conseguenza delle Network Operation Unit ad esse assegnate. Tutte le funzioni vengono
trasferite nelle Access Operations Line delle Access Operations ovvero in Open Access ... |
Telecom Italia: sciopero ASA |
24/02/2009 |
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Lunedì 2 marzo sciopero di 2 ore - fine di ogni turno
per tutti i lavoratori del settore ASA Centro Roma e
Lazio
Nella totale assenza di informativa ai lavoratori e senza preavviso alcuno, dal 1 febbraio u.s.
l’Azienda ha imposto unilateralmente le nuove turnazioni per i settori ASA Advanced (ex Help
Desk) e ASA Basic (ex Nat).
Il fattaccio è avvenuto nel contesto della sospensione delle relazioni sindacali, seguita
all'annuncio dei 5000 + 4000 esuberi, grazie anche alla "gentile concessione" da parte di Cgil
Cisl Uil Ugl dell'Articolo 26 del Contratto Nazionale che garantisce piena libertà d'azione
sull’orario di lavoro a Telecom Italia.
Ogni cambiamento in Telecom per i lavoratori è sinonimo di peggioramento delle
condizioni di vita e della qualità del lavoro e ancora una volta l'azienda non si è
smentita. |
cobas almaviva contact, cobas atesia - ripartiamo dai lavoratori |
23/02/2009 |
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I fatti verificatesi in questi ultimi 3 mesi ci hanno insegnato una cosa
fondamentale: solo con un controllo diretto dei lavoratori sull’attività
sindacale e pretendendo trasparenza e democrazia, si può evitare
che peggiorino le condizioni lavorative di tutti noi. Il tentativo
maldestro dei Sindacati Confederali e delle loro Rsu di rifilare ai
lavoratori il sistema multiperiodale, di permettere all’azienda di
registrare le chiamate e di gestire i nostri ROL (mentre alle RSU
vengono elargiti permessi sindacali retribuiti “extra”), l’avallo di una
“dubbia” Cassa Integrazione in cambio di corsi di formazione che
avrebbe garantito (e comunque garantiranno) a Cgil-Cisl e Uil di
accedere ai fondi Europei tramite la Regione, ha ormai fatto capire
che solo i lavoratori in prima persona potranno difendere e portare
avanti i loro interessi ... |
cobas telecontact center - 187 stressati di serie B |
12/02/2009 |
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Oggi, la nuova normativa del testo unico per la sicurezza, ha finalmente recepito l’obbligo per il “datore di lavoro” di valutare ed intervenire sullo “stress correlato”.
Telecom è stata “costretta” al “progetto benessere” (indagine commissionata all’Università di Torino per “indagare” e “studiare” come si vive nei call center che presto sarà eseguita anche a TCC), per “adeguarsi” alla normativa. Inoltre, dopo anni di mobilitazioni del settore, inchieste scientificamente fondate ed interventi presso le ASL (e non certo per volontà dei Confederali e dell’Ugl) è oramai evidente quanto il lavoro degli addetti al call center (specialmente se sottopagato) sia nocivo alla salute ... |
ELEZIONI ASSILT SOSTIENI LA LISTA DI BASE |
03/02/2009 |
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Nel 2005 prima delle elezioni Azienda e sindacati firmatari hanno
modificato statuti e regolamenti dell’ASSILT per trasformarla
progressivamente in qualcosa di molto simile ad una assicurazione
privata. Hanno di fatto azzerato il ruolo dei consiglieri regionali, dando tutto il
potere al Consiglio di Amministrazione Nazionale. Hanno permesso che
l’Azienda stessa gestisse le cartelle cliniche dei dipendenti e pensionati.
Sostenere la LISTA di BASE promossa da COBAS e FLMUNITI CUB vuol
dire invertire la tendenza e riportare l’ASSILT al suo vero ruolo di assistenza
e sostegno per tutti i dipendenti e pensionati ... |
Telecom Italia: ventiseiesimo di stipendio |
03/02/2009 |
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Nella giornata di Ieri 2 febbraio, i delegati di COBAS e FLMUNITI CUB, hanno incontrato le Relazioni Sindacali di Telecom Italia nel corso di una "procedura di raffreddamento" aperta per chiedere ulteriori chiarimenti sul mancato pagamento del ventiseiesimo di stipendio per le GIORNATE DEL PRIMO NOVEMBRE 2008 E PER GLI ARRETRATI ANCORA NON CORRISPOSTI ... |
cobas almaviva contact, cobas atesia - 4 livelli |
03/02/2009 |
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Ancora una volta gli accordi firmati dai sindacati confederali si rivelano dei “bidoni”. Oltre
ad aver escluso la maggior parte dei lavoratori dai passaggi di livello professionale,
sottoscrivendo un accordo che individua i beneficiari nei lavoratori assunti con contratto
subordinato sino a dicembre 2006 (nell’accordo del 27/07/2007 si legge “Relativamente al
personale con contratto di lavoro subordinato inquadrato al 3° livello al 31/12/06 le aziende
procederanno al riconoscimento del 4° livello…” tut to in 36 comode rate!!), hanno regalato
all’azienda la possibilità di gestire unilateralmente i passaggi ... |
cobas almaviva contact, cobas atesia la compagnia dei confederali |
27/01/2009 |
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Sono passati circa 2 mesi dall’inizio di quella che può essere
definita una Farsa in 5 atti, diretta magistralmente da Azienda e
Sindacati Confederali:
I atto: esclusione dei Cobas e dei lavoratori dalle trattative sindacali
per poter in tutta tranquillità portare avanti i loro interessi economiciburocratici,
che ha permesso alle Rsu confederali di omettere sino
all’ultimo nei loro comunicati le parti più scandalose dell’accordo
bidone del 1 dicembre ‘08 e il tentativo di occultarne il testo
originale poi distribuito dai Cobas durante le assemblee ... |
cobas comdata care - verifica a sorpresa |
27/01/2009 |
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Ogni giorno ci riserva qualche sorpresa, peccato che non siano mai gradite e apprezzate dai suoi dipendenti!
Ma che importa? E’ un’azienda non babbo natale!
Non regala lo stipendio, non ci regala premi di risultato non regala Rc, non regala aumenti di ore, ma udite udite ci manda in ferie forzatamente quando gli serve e ora ci somministra dei questionari tecnici senza nessun preavviso.
Se l’azienda ha necessità di verificare la qualità e l’efficienza del lavoro svolto dai suoi dipendenti perché ricorrere ad un test individuale in un aula di formazione dove non è stata fatta prima formazione, senza gli strumenti di lavoro necessari per svolgere il nostro lavoro (jack, ccm, ecc.)?
NON SI TRATTA DI UNA SIMULAZIONE.
NON SONO TEST DI VERIFICA di apprendimento in seguito a formazione.
NON SONO TEST VALUTATIVI ... |
cobas comdata care - commessa Pfizer |
27/01/2009 |
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Dopo soli 24 giorni di esercizio il cliente Pfizer ha deciso di ritirare la commessa dalla nostra sede e di affidarla ad un’altra società del gruppo Comdata SpA con sede a Padova.
I colleghi che hanno partecipato a tale progetto (lo ricordiamo: in fase di start up) hanno sempre assicurato il massimo impegno e disponibilità a cambi turno, straordinari e rimodulazione delle ferie, spesso rimanendo in turno anche 10 o 11 ore al giorno, accettando di lavorare anche il sesto giorno quando e’ stato richiesto, ma soprattutto cercando di sopperire il più possibile all’evidente disorganizzazione e mancanza di flussi lavorativi che permettessero di gestire efficacemente il delicato e completamente nuovo lavoro a loro affidato ... |
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Ultimi 10 messaggi ricevuti
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Utente | Data invio | Messaggio |
| 04/01/2009 03.54.03 | Mi associo alla richiesta dell'utente eutelia3 rinnovando l'invito espresso, ed in particolare per l'Abruzzo. |
| 30/12/2008 03.47.51 | I lavoratori di eutelia cercano un riferimento per aderire e sottoscrivere affiliazione ai COBAS.
Prego comunicare modalità per varie regioni d'Italia.
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[anonymous] | 07/12/2007 07.13.00 | Contro Tutti I Padroni che stanno distruggendo il Lavoro nel nostro Paese, al fianco dei Lavoratori della FIAT di Pomigliano e della loro Lotta per il mantenimento dell’impiego. Fiat ha dichiarato l’intenzione di chiudere lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, dal 7 gennaio al 2 marzo( in realtà , dalla chiusura natalizia del 22 dicembre).
Marchionne parla di una chiusura finalizzata alla ristrutturazione degli impianti, un periodo di formazione per gli operai, che nel frattempo percepiranno l’interezza dello stipendio. Sul suo giornale ( la Stampa del 5 Dic.), dichiara l’intenzione di investire in un rilancio produttivo, della volontà` di trasformare impianti tecnologici come quello di Pomigliano seguendo il modello produttivo dell’impianto presente in Polonia ( dove si produce la 500), un operazione dal costo di 110 milioni di euro. A leggerla in questo modo sembrerebbe di sentir parlare piuttosto Melchiorre, visto pure il periodo e l’assonanza, uno dei magi che porta forzieri ai propri dipendenti; ma la realtà e` totalmente diversa. L’ipotesi di una ristrutturazione alla polacca fa rabbrividire se si pensa alle condizioni di lavoro degli operai di quella sede, e viste le tante domande a cui non viene data alcuna risposta sul mantenimento dei livelli occupazionali, sul destino dei lavoratori precari, e sui modelli e le quantita` di auto che verranno prodotte, ed a quali condizioni, appare chiara la terribile prospettiva dell’attuazione di un piano di esuberi che servirebbe anche ad epurare la Fiat di Pomigliano da quei lavoratori che si battono contro l’introduzione del sabato lavorativo, contro i ritmi disumani della catena di montaggio e per ottenere migliori condizioni salariali come gia` accaduto al delegato RSU-Cobas licenziato Mimmo Mignano. I lavoratori hanno risposto subito con uno sciopero immediato di 2 ore (dalle 14 alle16), con adesione del 95% che ha fermato la catena di montaggio alla Fiat di Pomigliano d’Arco, e, come se non bastasse il trattamento che stanno subendo, queste dignitosissime persone hanno pure dovuto subire la carica della polizia intervenuta in forze a sgomberare il grande assembramento davanti ai cancelli; ovviamente a farne le spese sono stati i manifestanti percossi. Non possiamo che essere con questi Lavoratori, piu` che solidali, al loro fianco in questa lotta, perche` in un momento storico in cui tutti noi Lavoratori veniamo sempre piu` schiacciati, la nostra unica possibilita` e` quella di restare uniti, di affrontare assieme le Lotte di ciascuno stabilimento, di rispondere a chi ci stringe un cappio alla gola che se tocca uno di noi si ritrovera` contro una massa di Lavoratori compatti, decisi a conquistarsi un mondo dignitoso in cui vivere.
Da subito possiamo sostenere Mimmo e gli altri colleghi che dovessero andare incontro a situazioni difficili, e` stata infatti instituita una Cassa di Resistenza contro i Licenziamenti, alla quale si puo` contribuire attraverso bonifico bancario; l’intestazione è:
“Cassa di Resistenza contro i Licenziamenti”,le coordinate bancarie sono:
IBAN IT72 Z010 1003 4250 4120 0000 817. E` solo il primo passaggio, perche` i COBAS Vodafone e Comdata sosterranno tutte le azioni di Lotta dei Lavoratori di Pomigliano. RSU Libere COBAS VODAFONE/COMDATA
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| 07/12/2007 07.05.43 | Una fabbrica in dismissione, dove i lavoratori prima di essere buttati fuori vengono costretti a ripetuti straordinari e a produrre con macchinari decrepiti e con scarsa o nulla manutenzione, ha seminato oggi morte e dolore: tre operai deceduti e altri quattro ustionati in condizioni molto critiche. L'incendio e la deflagrazione avvenuta alla acciaieria Thissenkrupp non possono in alcun modo essere definiti un incidente o una tragica fatalità, ma la diretta conseguenza di politiche aziendali basate sul disprezzo della persona e sul taglio dei costi fino a conseguenze mortali che sono sempre i lavoratori e le lavoratrici dipendenti a dover subire.br>Le testimonianze rese immediatamente dai lavoratori coinvolti, feriti e per un soffio scampati, sono infatti sconcertanti: estintori insufficienti e scarichi, pompe vuote e mal funzionanti, squadre di intervento impreparate e/o inesistenti, lavoratori lasciati soli a difendersi dalla trappola mortale in cui un reparto si era trasformato. La Thissenkrupp è già stata messa sotto accusa per gravi violazioni della sicurezza, ma questa situazione è comune e risaputa per molte fabbriche e invece di interventi risolutivi siamo sempre ad aspettare che una nuova tragedia si compia. Solo poco tempo fa Mirafiori è stata chiusa per giorni a causa di un terribile “incidente” che ha colpito un lavoratore, le cui condizioni sono tuttora gravissime. Ricordiamoci bene che le fabbriche di morte trovano troppo spesso pesanti complicità e connivenze politico- istituzionali: non solo l'adeguamento delle leggi sulla sicurezza viene sistematicamente ritardato da governi e partiti (che hanno ben altre priorità!), ma gli stessi strumenti esistenti di ispezione e controllo vengono puntualmente ostacolati in nome della supremazia della produzione e del profitto sull’uomo. E’ con questo sciopero di dolore e rabbia che vogliamo ricordare Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, con tutta la nostra solidarietà a tutte le vittime di questa tragedia, mogli e bambini. CONFEDERAZIONE COBAS
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